Mi dai la tua ricetta?

Ogni 1° ottobre, si festeggia la Giornata internazionale delle Persone Anziane, stabilita dalle Nazioni Unite fin dal 1990. Per festeggiarla, abbiamo fatto visita alle focolarine pił anziane che vivono a Loppiano.

Violetta tra pochissimi giorni compirà 93 anni. È stata lei, il 10 maggio, a portare al Papa i saluti di un gruppo di focolarine speciali, le più anziane della cittadella. Una volta davanti a lui, ci racconta, non è riuscita a dirgli ciò che si era preparata: «Nell’attesa del suo arrivo, ho ripetuto tante volte quello che avrei voluto dirgli, per evitare di impappinarmi. “Santità, sono venuta a portarle i saluti e i ringraziamenti da parte delle focolarine anziane…” e avrei voluto proseguire dicendo “che sono andate a portare questo spirito in tutto il mondo”, ma il Papa, scherzando, mi ha interrotto: “Anziane? Qui, vedo solo giovani!”. A quel punto, qualcuno accanto a lui deve avergli detto la mia età e lui: “Che cosa mangi? Mi dai la tua ricetta?”».

Nel 1958, Violetta partì per il Brasile con il primo gruppo di focolarini che attraversava l’oceano. Dopo 25 anni trascorsi lì e altri 25 in Africa, nel 2008 è approdata a Loppiano, nella casa dove vivono le focolarine anziane, in zona San Vito.

«Noi siamo fortunate, qui ci sentiamo in Paradiso!» e, ci confida Violetta «Io ho poco tempo davanti a me, per questo vorrei che ogni giorno fosse un capolavoro, vorrei vivere nell’amore sempre».

Viene da chiedersi cosa significhi per loro abitare nella cittadella, se è lo stesso che vivere in un’altra città…

«Nooo!» rispondono subito in coro e, Maria Antonietta, che ha vissuto 21 anni, dei suoi 87, tra Belgio e Lussemburgo, ci spiega: «Quando i cittadini di Loppiano vengono a trovarci, scoprono l'amore reciproco che è alla base del rapporto fra noi, che poi è lo stesso che vivono anche loro. Talvolta, i nostri limiti fisici diventano ostacoli nella convivenza, ma le situazioni che si creano, invece di irritarci, ci fanno ridere e così è più facile ricominciare».

Natasha, che ha dedicato la sua vita ad una delle aziende più rinomate di Loppiano, Gigli del campo, aggiunge: «Noi da Loppiano riceviamo tutto. Ogni persona che viene ci ricarica. È uno scambio di vita. Non viviamo dei ricordi del passato ma del presente».

Anna, che per 44 anni ha percorso in lungo e in largo il Sud America, completa: «Qui, arrivano persone da tutto il mondo e per noi è una grande gioia incontrarle, perché ci dimostrano che il mondo unito, per cui abbiamo vissuto per tanti anni, non è un sogno sfumato nel nulla, ma va avanti, cresce e si realizzerà! ».

E ridono di gusto tutte insieme, quando Flavia, affetta da anni da una malattia progressivamente invalidante, conclude con una battuta: «Me l’avevano venduta come casa di riposo ma di “riposo” qui, ce n’è poco o niente! ».

Andando via, tornano in mente le parole di Chiara Lubich: “Se la vita è un dono, più lunga essa è, più grande è il dono”.