Selfie con Javier

La lettera di Javier

Le impressioni di Javier Peņa, un giovane di Granada, in Spagna, che quest'estate ha sperimentato la vita nella Cittadella, grazie al "Progetto Giovani" di Loppiano.

«Voglio condividere attraverso queste righe, la breve, intensa e arricchente esperienza dei miei dieci giorni trascorsi a Loppiano. Anzitutto, mi sembra importante sottolineare che venivo da una situazione personale molto difficile e dolorosa. Per questo, avendo davanti la prospettiva di una lunga estate di vacanze, avevo deciso di mettermi in cammino e aprirmi all’incontro con Dio, dove e come sarebbe stato possibile… Non un Dio astratto ma quel Dio che appare nella Bibbia, che sana i malati, si fa amico e compagno dei peccatori.

Con questa disposizione d’animo, senza pensarci troppo, ho accettato la sfida di lasciare la mia terra per andare prima a Lourdes e poi, a Loppiano. Qui, ho trovato e ricevuto molto di più di quanto aspettavo. Mi ero fatto un’idea del luogo e del carisma di Chiara Lubich grazie a numerosi amici ma la mia conoscenza era superficiale e mi mancava l’esperienza diretta.

A Loppiano, ho trovato anzitutto una famiglia (un napoletano “pazzo” chiamato Ciro, Aaron un indiano spontaneo e informale come nessuno mai, e Daniel, un costaricano che fa onore alla sua patria “pura vita”) poi, una comunità di persone incredibili, fra le quali mi sono sentito subito accolto. Dopo i primi giorni, la piccola famiglia iniziale, si ingrandiva in modo costante e inatteso: ho conosciuto le ragazze, le  “gen”, come le chiamano qui, i consacrati e le consacrate, e tanti altri di passaggio nella cittadella.  

Tra gli incontri che mi hanno toccato più profondamente, quello con la figura di Chiara Lubich e il suo ideale dell’unità che, qui a Loppiano, si vive tra persone “di tutte le razze, lingue e nazioni”, come direbbe S. Paolo. Poi, quello con alcune delle prime focolarine missionarie ormai anziane: con loro ho avuto la consapevolezza di parlare con persone sante, che vivono più in Cielo che sulla terra.

La famiglia, quindi, è la cosa più importante che ho trovato a Loppiano. Ma insieme a questo tante altre cose: natura, sport, divertimento, riposo, lavoro…

Loppiano è un piccolo paradiso sulla terra. Perché qui il Cielo si fa presente in modo speciale! Qui, mi sono sentito immensamente amato e sanato da Dio. Grazie!»